Author: mutabrand

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Intervista Radio Regione parte 4 | Il problema della plastica

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti.   L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io.   Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia.   Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella?   Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%!   Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto.   Anche perchè la plastica da quando è stata scoperta, grazie alla sua versatilità è andata a sostituire un pò tutto. Questo è stato da una parte un bene, ma dall’altra come tutte le cose se mal gestite, è diventato un problema. Perchè la mole di rifiuti plastici negli anni passati non è stata riciclata, ma peggio abbandonata in natura, o è andata a riempire delle scariche. Dal 97 è stato istituito il consorzio Conai e la corepla si occupa proprio della gestione dei rifiuti plastici. La situazione è un pò migliorata, ma ovviamente si deve fare molto di più. Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! A presto con il prossimo video!!  https://youtu.be/UKRR9il365o

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Intervista RADIO REGIONE parte 3 | Nasce MUTA

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti. L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io. Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia. Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella? Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%! Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. Rimango e sosterrò sempre che però il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! A presto con il prossimo video!!

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Intervista RADIO REGIONE parte 2 | La mia storia

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti.   L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi.   Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia.   Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative.   Così nel 2021 è nato anche il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%! Ma di questo si parlerà meglio nel prossimo video!!  https://youtu.be/q7YGy67FMow

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Intervista RADIO REGIONE parte 1| La storia e il focus

Intervista RADIO REGIONE parte 1| La storia e il focus Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti.   L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi. Si occupa di creare flaconi in Plastica HDPE.   Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia.   Nel 2021 è nato anche il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA AL 100%!   Ma di questo si parlerà meglio nel prossimo video!!  https://youtu.be/dlAmy9fEswchttps://youtu.be/dlAmy9fEswc

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Lasciate che mi presenti

Mi presento: mi chiamo Elodi Artusio, ho 25 anni, da circa 4 lavoro nell’azienda di famiglia, Artusio materie plastiche, specializzata da oltre 40 anni nella fabbricazione di flaconi in plastica e sono  l’ideatrice del progetto MUTA.Questa mia idea è nata in seguito a molti viaggi effettuati all’estero, tra cui il più importante quello in Australia, nel 2016,  durato quasi un anno. Ho viaggiato in questo Stato per 10000 km a bordo di un piccolo Van., mantenendomi tramite vari lavori svolti nelle farm (fattorie). Questa esperienza,  mi ha fatto capire quante cose sprechiamo ed al tempo stesso  e di quante poche cose avremmo bisogno per vivere.Al mio ritorno è cominciata la mia esperienza lavorativa presso Artusio materie plastiche. Il mio approccio era diverso rispetto ai miei genitori e parenti che da oltre cinquant’anni hanno sempre lavorato e vissuto nello stesso posto.  Inizialmente, confrontarsi è stata un’impresa ardua, costellata anche da forti momenti di tensione. Però ad oggi mi ritengo soddisfatta per tutti  gli sforzi compiuti e per i risultati ottenuti: ad esempio, grazie allo studio di nuove strategie di marketing, l’azienda è passata dall’essere generalista, cioè una tra i tanti produttori di contenitori a specialistica, concentrata cioè solo su una determinata nicchia di clienti.È quindi nato il brand: ARTUSIO POCHI NUMERI TANTI COLORI Questo nuovo brand specializza l’azienda nella produzione di flaconi anche  in ridotte quantità e personalizzabili per colore, peso e serigrafia. Una vera e propria sartoria su misura di questo  settore.Qui il sito:www.artusiomaterieplastiche.comNonostante questi risultati sentivo che mancava ancora qualcosa. I problemi più comuni dei Paesi che ho visitato, sono  lo spreco e l’immondizia, che se mal gestita diventa  sinonimo di sporcizia,  dispersa ovunque nell’ambiente. Purtroppo gli imballaggi in plastica, sul totale dei rifiuti, rappresentano una delle materie più presenti.Questa consapevolezza ha suscitato in me una forte crisi di identità: dovevo cercare un compromesso tra quello che per me rappresentava un grave problema (la plastica) e il fatto di lavorare in una realtà che “produceva questo problema”.Così ha cominciato finalmente a delinearsi nella mia mente la domanda a cui potevo dare la giusta risposta: Non sarebbe meglio utilizzare le milioni di tonnellate di plastica che ci sono già in giro?? Riusare tutto quello che viene gettato via equivale a smaltire tutta la plastica che sta invadendo oceani, fiumi e terra  e senza il bisogno di produrne di  nuova. Si ripulisce l’ambiente e si riduce anche lo sfruttamento delle risorse primarie necessarie  per produrla,  come il petrolio.Ho cominciato a documentarmi su questa materia. Sono stata a Rimini alla fiera di ECOMONDO 2019 per conoscere più da vicino l’argomento. Successivamente in azienda ho cominciato a far testare diversi tipi di plastica riciclata per trovare la soluzione più soddisfacente,  fino a giungere finalmente alla “chiusura del cerchio”.Con l’esperienza di ARTUSIO POCHI NUMERI TANTI COLORI,  ho deciso di creare il mio progetto: MUTAFLACONI IN PLASTICA 100  % RICICLATA E RICICLABILE

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In estate l’inquinamento aumenta del 30%

L’estate è la stagione più gettonata dai turisti, e anche da noi Italiani che amiamo rimanere nel nostro paese, magari nelle città più turistiche, al mare o in montagna. Ormai il periodo tra giugno e agosto è il sogno degli italiani di rilassarsi e staccare la mente dal lavoro.  Infatti in questi mesi, abbiamo un aumento della popolazione in queste località del 60%, più del doppio della normale popolazione. C’è solo un problema: questo aumento della popolazione fa si che  in sole determinate aree fa emergere un problema molto grave che è quello dello smaltimento dei rifiuti. I turisti nelle regioni costiere provocano un aumento del 30% dei rifiuti, e la maggior parte di essi, non vengono differenziati, provocandone una gestione  inadeguata o peggio, la diapersione in natura, per esempio sulle nostre spiagge. Le grandi città affrontano sfide importanti, infatti per questo motivo, metropoli come Napoli, Roma, Genova, ecc, hanno un tasso di raccolta differenziata inferiore alla media nazionale. Città storiche e amate da tutto il mondo, rovinate da tonnellate di rifiuti ai bordi delle strade, che ne tolgono il prestigio e la bellezza. Oltre ad una perdita di immagine, si creano dei problemi ambientali, che a cascata, provocano anche ingenti perdite economiche. Perchè tutto questo ha comportato, ad esempio nel 2017, un costo stimato di 16,6 milioni di euro per la pulizia e bonifica di litorali e spiagge. Le zone costiere del mediterraneo e dell’adriatico sono le più colpite dalla plastica, per di più il 24% ritorna poi sulle coste. Tra cui: frammenti di piccole dimensioni, tappi, bottiglie e contenitori per alimenti USA E GETTA, bicchieri, sacchetti, cannucce, posate e cotonfioc. (fonte – legambiente) Detto ciò non sto dicendo che sarebbe meglio non avere turisti, perchè questa è la nostra miglior risorsa. Ma anziché continuare a perdere soldi e soprattutto il nostro fascino, si potrebbero iniziare a fare degli investimenti e trovare soluzioni a questo tipo di problema. Come per esempio a Parigi, dove hanno installato tantissime fontane GRATUITE in giro per la città così che non si debbano più comprare bottigliette di plastica, ma ognuno con la propria borraccia se le possa riempire. Sono stata in Australia un anno e non ho mai comprato una bottiglia dell’acqua nella plastica, perchè c’erano fontane ovunque, e ormai era diventato un pensiero comune, tanto che nei supermercati non esistono più bottiglie di plastica dell’acqua Naturale, solo ovviamente quelle della gassata e delle bibite dolci. Lo stesso l’ho riscontrato anche nei paesi europei nordici durante il mio road trip verso caponord. Diverse spiagge hanno  introdotto divieti per l’uso della plastica ( e posso confermarlo, in Sardegna ne ho trovate tante con questo divieto) Quindi un piccolo passo da parte di ognuno di noi, comporterebbe già un notevole miglioramento.  Quali sono allora questi piccoli gesti? Fare più raccolta differenziata Portarsi una borraccia  Fare molta attenzione a non disperdere immondizia in giro quando si va in spiaggia Avere un portacenere portatile per le sigarette Evitare gli sprechi il più possibile, porsi sempre la domanda, ma questo mi serve davvero? Se si vede qualcosa per terra, fare il buon gesto di raccoglierlo. Non portare via le conchiglie. Insomma più responsabilità civile da parte di tutti potrebbe già abbattere notevolmente questi problemi e far rifiorire il turismo. MUTA ADESSO ANCHE TU Elodi Wwf Italia- fonte

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CASO STUDIO ALSO BIOTECH

CASO STUDIO Vi presento l’azienda ALSO BIOTECH, gestita dalla famiglia Somale, da una ventina d’anni nostri consolidati clienti. Loro si occupano di attivazione biologica e bio-detergenza in svariati campi. Da noi hanno sempre acquistato dei barattoli 500 ml e dei flaconi da 750 ml e 1000 ml, in plastica vergine bianca e neutra. Quando abbiamo creato la linea MUTA, i flaconi in plastica riciclata e riciclabile al 100%, abbiamo nuovamente destato il loro interesse. Loro stavano giusto studiando una nuova linea di prodotti per il mercato domestico. Con i valori di naturalezza e sostenibilità legati al loro marchio, non poteva esserci soluzione migliore che la plastica riciclata per il confezionamento dei loro prodotti. Vedendo nel nostro nuovo flacone CLEAN 750 ml la soluzione ideale di imballo. Dopo diverse prove e campioni, finalmente abbiamo evaso il primo ordine di CLEAN 750 ml in plastica riciclata e riciclabile al 100% di MUTA. Il loro prodotto è naturale, quindi per chiudere il cerchio avevano bisogno anche di un packaging più sostenibile, ma allo stesso tempo resistente e versatile, in quanto vendono tanto anche su AMAZON. Sia io che Giulio, siamo le ultime generazioni delle nostre aziende, ed entrambi abbiamo puntato su uno sviluppo più sostenibile, e soprattutto ne comprendiamo l’importanza. Si, perché è compito di noi imprenditori fornire ai nostri clienti scelte più sostenibili possibili. Renderci sempre più sostenibili e abbracciare l’economia circolare è e sarà la via da perseguire, avere un impatto positivo sull’ambiente è per noi e le future generazioni la parola chiave. Sono rimasti molto soddisfatti del packaging, della flessibilità che ci caratterizza e di questo nuovo e consapevole percorso intrapreso con le plastiche riciclate di MUTA. Speriamo in una collaborazione sempre più frequente e duratura per gli anni a venire.. Via Milano 4/11 – 20068 Peschiera Borromeo (MI) – Italia P. IVA e Cod. Fiscale IT 10825600157  Telefono 02.21.33.696   info@alsobiotech.it  SCOPRI LE ALTRE TESTIMONIANZE

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Perché le bottiglie di plastica si deformano, si risucchiano o implodono?

Home > Blog > Perchè le bottiglie di plastica risucchiano o implodono? La scelta del peso dei flaconi: Bottiglie di plastica che risucchiano o implodono Quando si parla di flaconi in plastica, molti pensano subito al design o al colore.Ma esiste un aspetto tecnico altrettanto decisivo: il peso del flacone. Perché il peso è così importante Influisce sulla quantità di materiale utilizzato e quindi sul costo. Determina la resistenza meccanica e la stabilità del flacone. Condiziona la funzionalità d’uso e la percezione del brand. Un peso errato può compromettere l’esperienza del consumatore e l’immagine del prodotto sugli scaffali. Il fenomeno del risucchio (implosione) Il problema più comune di un flacone troppo leggero è il cosiddetto “risucchio” o implosione.Succede quando il contenuto del flacone genera un vuoto d’aria interno, facendo collassare le pareti verso l’interno. I sintomi tipici: La bottiglia si deforma o si accartoccia. L’etichetta si stacca o si raggrinzisce. Il prodotto appare poco curato e non professionale. Un flacone deformato comunica subito bassa qualità e può danneggiare la fiducia del consumatore nel brand. La soluzione: scegliere il peso giusto Per contrastare il risucchio, è fondamentale aumentare il peso del flacone per migliorarne la rigidità e la stabilità. In Artusio Materie Plastiche: Testiamo diversi pesi per trovare la soluzione ideale. Produciamo anche piccole quantità senza obbligo di grandi tirature. Il risultato è un flacone bilanciato, resistente e coerente con l’immagine del marchio. Flaconi più leggeri: quando convengono Non sempre serve appesantire il contenitore.Per alcuni prodotti – come creme dense, gel o detergenti viscosi – un flacone più leggero può essere la scelta più funzionale, perché si spreme più facilmente. In questi casi, Artusio Materie Plastiche: studia il peso minimo tecnico, garantisce tenuta ermetica, mantiene la comodità d’uso per il consumatore. Personalizzazione e qualità Made in Italy Ogni flacone viene personalizzato in base alle esigenze del cliente: più resistente o più leggero, sempre in HDPE 100% riciclato e certificato PSV – Plastica Seconda Vita.Questo approccio consente di unire: funzionalità, estetica, sostenibilità ambientale. Home > Blog > Siamo certificati PLASTICA SECONDA VITA! Conclusione La scelta del peso del flacone non è un dettaglio, ma un fattore strategico per la qualità del packaging e la reputazione del brand.Con Artusio & Muta Materie Plastiche puoi testare, personalizzare e produrre flaconi su misura che proteggono il tuo prodotto e valorizzano la tua immagine. https://youtu.be/3Wv_XRStsgE

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Caso Studio – Soddisfatto o Rimborsato

L’azienda OIWOOD ha iniziato la collaborazione con noi nella primavera del 2021 grazie al passaporola di un nostro cliente, il SAPONIFICIO ARTIGIANO  F.LLI RISSO. Il prodotto acquistato da parte del sig. Cristian, referente della OIWOOD, è stato il modello ALCA 1000 ml, in una quantità di 3000 pezzi, da riempire con un liquido specifico per creare bolle di sapone giganti, usato da artisti di strada ed animatori per le feste dei bambini. Qualche tempo dopo l’acquisto però è successo un problema. Dei 1200 flaconi riempiti e commercializzati fino a quel momento, una buona parte ha presentato delle perdite di liquido dal tappo, con un”effetto abbastanza disastroso, in quanto si trattava di un  liquido denso ed appiccicoso. Il sig. Cristian dopo averci messo al corrente della “grana”, ci ha inviato dei campioni difettosi da poter esaminare. Praticamente erano presenti uno, a volte 2 piccoli tagli nella zona del collo della bottiglia, come evidenziato nella foto. Abbiamo deciso quindi di ritirare i 1800 pezzi non ancora riempiti per poterli controllare. Nessun contenitore ancora imballato presentava tale difetto. Abbiamo perciò dedotto che il problema scaturiva dopo l’avvitamento del tappo. La cosa strana però è che fino a questo momento il flacone ALCA 1000 ml, acquistato già da altri nostri clienti, non aveva mai dato origine a tale inconveniente. Comunque per cercare di risolvere la questione abbiamo cominciato a fare delle prove. Abbiamo pensato che magari l’accoppiamento tappo-flacone fosse troppo forzato, andando a  stressare la plastica della bottiglia in quel punto, provocandone quindi dopo qualche tempo la rottura (ovvero quei piccoli tagli). Abbiamo perciò prodotto circa 150 contenitori ALCA 1000 ml con un’accoppiamento meno forzato, ma sempre in grado di mantenere la tenuta ermetica del liquido contenuto. Li abbiamo spediti gratuitamente alla OIWOOD in maniera tale che li potessero provare commercializzandoli.  La problematica, secondo il sig. Cristian, anche se in misura minore, pero si ripresentava sempre. Abbiamo nuovamente eseguito dei test per ridurre ulteriormente la forzatura, ed abbiamo rinviato altri campioni. Secondo noi, non riuscendo a trovare una soluzione definitiva, la causa, poteva anche essere costituita dall’aggressivita del prodotto, che magari con il tempo tendeva a far seccare la plastica, irrigidendola e tagliandola nelle zone sotto forzatura.  Purtroppo però era giunto il momento di effettuare un nuovo ordine, in quanto alla OIWOOD servivano dei flaconi, e visto l’esito non troppo soddisfacente delle prove effettuate, nonché le lamentele dei loro clienti, hanno preferito tornare ai flaconi che usavano precedentemente ai nostri, con i quali tale problema non si manifestava. Con nostro grande rammarico, abbiamo giustamente accettato la loro scelta, ed abbiamo rimborsato loro l’intera fattura, come enuncia la nostra garanzia SODDISFATTI O RIMBORSATI AL 100% Siamo stati onesti e coerenti e non abbiamo voluto rischiare di rovinare un’eventuale altra futura collaborazione con il sig Cristian, che nonostante tutto si è congratulato per la nostra professionalità.  Ci è dispiaciuto molto, però  come dice il detto…”non tutte le ciambelle riescono col buco”….

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Cos’è uno stampo soffiatore

Buongiorno a tutti, nel report “Come nasce un flacone” abbiamo accennato allo stampo, cioè quel particolare attrezzo grazie al quale la bottiglia di plastica assume la sua forma. Cerchiamo quindi, sempre in modo semplice e “potabile”, di dare qualche informazione supplementare, in modo tale da rendere più consapevoli sull’argomento tutti i non addetti ai lavori, che spesso ci richiedono informazioni in merito. Innanzi tutto il nome tecnico per esteso di questo particolare strumento è “STAMPO per SOFFIAGGIO”. Esso è un blocco metallico di forma  parallelepipeda, diviso in 2 metà perfette, tra loro combacianti, ciascuna delle quali ha ricavate nel suo interno una cavità o sagoma, chiamata in gergo tecnico impronta, che rappresenta mezzo design della bottiglia del flacone che nascerà.  Quando esso è chiuso, tutta la sua sagoma interna rappresenta il negativo del contenitore in plastica. L’unica apertura presente è quella circolare corrispondente alla zona dove verrà inserito il tappo del flacone, che in fase di lavorazione verrà chiusa dall’ugello soffiatore. Quest’ultimo attrezzo rappresenta l’altro componente essenziale da cui è composto uno stampo. Esso durante il ciclo di produzione inietta dell’aria compressa all’interno del tubo in plastica caldo rimasto imprigionato tra le 2 semi impronte che si sono chiuse, espandendolo e raffreddandolo contro le pareti interne della cavità, creando in tale maniera il flacone. Il tipo di stampo descritto fino ad ora è il modello che utilizziamo nella nostra attività, ovvero il cosiddetto mono impronta.   I due blocchi sulla parte esterna sono dotati di 2 piccoli tubetti che costituiscono l’ingresso e l’uscita dell’acqua di raffreddamento. Infatti a queste 2 appendici, quando gli stampi  vengono montati sulla soffiatrice, si agganciano delle gomme in cui viene fatta passare dell’acqua corrente. Questo serve a mantenere freddi i 2 blocchi metallici che altrimenti, ad ogni ciclo di produzione della bottiglia, venendo a contatto con plastica calda a 170°, diventerebbero bollenti anch’essi, con il risultato di non riuscire più ad ottenere un flacone idoneo a causa della deriva termica. Quindi in ogni blocco sono ricavati dei passaggi, che circondano la zona della cavità, per mantenerla “fresca”. Ogni mezzo stampo nell’area dell’impronta, è costituito da 3 parti, assemblate insieme con delle semplici viti: Il tassello Il corpo il fondello   Il tassello è la parte che costituisce  l’imboccatura del contenitore, dove è presente il filetto o qualsiasi altro sistema per l’innesto del tappo Questo componente si costruisce separatamente dal resto della sagoma, per avere la possibilità di poter adattare un’altro tipo di capsula a quel determinato flacone  senza dover necessariamente costruire un altro stampo ex novo, risparmiando quindi parecchio denaro. Il corpo, ovvero i 2 semiblocchi  metallici in cui sono ricavate la sagoma e le intercapedini con i passaggi per l’acqua di raffreddamento. Questa rappresenta la parte più costosa di uno stampo, per dimensioni e lavorazioni meccaniche.   Infine vi è il fondello, che corrisponde al fondo del flacone. Anch’esso è costruito smontabile, non tanto perchè si abbia la necessità di cambiare la parte bassa al flacone, ma per un’altro motivo. Generalmente sul fondello sono ricavati dei simboli e delle scritte (simbolo del materiale plastico, simbolo dello smaltimento, nome del produttore, capacità del flacone, numero di lotto, ecc.), che non sarebbe possibile incidere, se tale componente fosse costruito complementare al corpo.  https://youtu.be/NqvgKsjyObM Per la costruzione di uno stampo per soffiaggio ci si rivolge a persone che operano  nelle loro officine meccaniche tecnologicamente specializzate in tale mansione.   Nel gergo del nostro settore vengano  chiamate “stampisti”. Loro sono dotati di tutta l’esperienza e la competenza necessaria per realizzare le idee ed i modelli di articoli più disparati.   Un caro saluto e ricorda:   …..MUTA ADESSO ANCHE TU…..  

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