Author: mutabrand

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Quale plastica NON VA DIFFERENZIATA, e perchè?

In questo Blog vorrei parlare anche di ciò che non viene riciclato. Innanzi tutto vediamo il perché. Da più di vent’anni su tutta la filiera degli imballaggi viene applicata una tassa, il CONTRIBUTO  CONAI, che viene riversata sul consumatore finale. Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. In base ai diversi tipi di materiale abbiamo diversi consorzi tra cui: Ricrea è il Consorzio che dal 1997 si preoccupa di assicurare il riciclo degli imballaggi in acciaio quali barattoli, scatolette, tappi, fusti, latte, lattine e bombolette provenienti dalla raccolta differenziata organizzata dai comuni italiani. CiAl, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio opera da oltre vent’anni con il compito di avviare a riciclo e recupero gli imballaggi di alluminio alla fine del loro ciclo di vita. Comieco nasce nel 1985 dalla volontà di un gruppo di aziende del settore cartario interessate a promuovere il concetto di “imballaggio ecologico”, raggruppa oggi oltre 3.300 aziende della filiera del riciclo di carta e cartone. Rilegno è il Consorzio che da quasi 25 anni ha il compito di organizzare e garantire in tutta Italia la prevenzione, il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno. Corepla è il Consorzio nazionale senza scopo di lucro per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, a cui partecipa l’intera filiera industriale: produttori e trasformatori di materie plastiche per la fabbricazione di imballaggi, imprese utilizzatrici e recuperatori/riciclatori di rifiuti di imballaggi in plastica. Biorepack : E’ il primo consorzio europeo per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica e settimo consorzio di filiera del sistema CONAI – che sancisce il valore del riciclo biologico (organico) e rafforza la leadership italiana nel settore della bioeconomia circolare. Compito del Consorzio è l’avvio a riciclo, nel circuito della raccolta differenziata della frazione organica, degli imballaggi che a fine vita sono trasformati, con specifico trattamento industriale, in energia sotto forma di biogas ed in compost,. CoReVe è il Consorzio nazionale responsabile del riciclo e del recupero dei rifiuti d’imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale.  Questo passaggio è molto importante da capire, perchè tutti noi quando acquistiamo qualcosa, ci stiamo già pagando sopra una tassa, che servirà  proprio al suo smaltimento, quindi tanto vale DIFFERENZIAMOLO e RICICLIAMOLO! Ma tornando al discorso della plastica, se imprese come la mia che producono imballaggi e ci pagano il Conai per il loro smaltimento, vuol dire che c’è una filiera dedicata che si occupa di ciò. Invece per tutto ciò che non è imballaggio, come ad esempio, mestoli, biro, giocattoli, tastiere, ecc, non devono pagare il CONAI. Di conseguenza hanno una filiera diversa per il loro smaltimento. Quando si tratta di imballaggi grandi, ad esempio giocattoli, sarebbe bene portarli all’Ecocentro del proprio paese in modo tale che messo negli ingombranti abbia poi una sua linea di smaltimento. Tutti i prodotti di plastica che contengono anche materiale elettrico, si dovrebbero sempre portare negli Ecocentro, che a loro volta li invieranno al RAEE, centro di smistamento per i rifiuti elettronici (che non fa parte del CONAI). Inoltre è anche da capire bene che, come abbiamo già visto in un altro blog…, ci sono diversi tipi di plastica, che richiedono una cernita molto minuziosa e complicata e la filiera è  stata pensata per suddividere tali prodotti fino ad una certa dimensione massima. Se per sbaglio ci finisce una cucina giocattolo, si creano  danni e lavoro supplementare alla filiera perché risulta molto più grande e pesante rispetto ad un normale imballaggio di plastica. Quindi nella plastica SOLO IMBALLAGGI. La domanda che vi dovreste fare prima di buttare qualcosa è: mi è servito per contenere qualcosa? se la risposta è si, allora va nella plastica, altrimenti indifferenziata o ecocentro. Il mondo della raccolta differenziata è molto ampio ed a volte complicato, per cui mi dedico alla realizzazione di questi testi, per esservi d’aiuto a comprendere meglio tale materia. ELODI

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RECENSIONE

Siamo clienti di vecchia data per ARTUSIO MATERIE PLASTICHE, dalla metà degli  anni 80. La CHIMICA STROLA  commercializza materie prime per l’industria, acidi e reagenti puri per analisi su richiesta.   In catalogo sono presenti prodotti come resine epossidiche e poliesteri, ossido di stagno, cobalto, cromo verde e zinco, gel di silice, gomma lacca, allume di rocca, olio di lino cotto e crudo, acido borico, fosforico ed ossalico, glicerina.  Dall’azienda di Nizza  Monferrato ci riforniamo di bottiglie e barattoli  di diverse capacità, dal 250 al 500 e 1000 ml, alcune prodotte su misura grazie alla colorazione del flacone e della stampa serigrafica. Per merito della sua specializzazione nella produzione di piccole quantità, in tempistiche molto veloci, possiamo acquistare ciò che ci serve senza doverci per forza riempire li magazzino di contenitori vuoti, estremamente ingombranti. I suoi prodotti sono di ottima fattura e il suo team è gentile e sempre disponibile a risolvere nel miglior modo possibile qualsiasi problema che possa scaturire nel normale  ciclo collaborativo. Continuate così CHIMICA STROLA Lungo Stura Lazio, 99 10156 – Torino (TO) +39 011 2231045 chimicastrola@gmail.com

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Cosa troviamo sulle etichette?? Cosa sono i codici??

Lavorando nel settore mi rendo conto che le conoscenze che abbiamo sulla plastica sono molto confusionarie e poco chiare. Con questo articolo vorrei aiutarvi a fare un pò più di chiarezza sul mondo della plastica, su cosa è riciclabile e cosa troviamo indicato  sulle varie etichette ecc. Sicuramente tutti voi avrete notato che sulle bottiglie e contenitori vari è diventato obbligatorio inserire il codice del tipo di plastica e dove va differenziato. in questo esempio vediamo  flacone rHDPE  tappo PP  Cosa vogliono dire queste sigle?? stanno a determinare che tipo di polimero viene usato per la realizzazione dell’imballaggio in questione. Infatti per la plastica abbiamo 7 diversi codici e sono: Ora vediamoli uno ad uno. 1 PET:  la sigla sta a significare polietilene tereftalato, si usa per realizzare le numerosissime bottiglie dell’acqua e bibite varie che vediamo ovunque. Sembra addirittura vetro, grazie alla sua trasparenza infatti viene usato molto anche nella cosmetica. 2 HDPE: Polietilene ad alta densità, si usa principalmente per contenitori per la detergenza, giardinaggio, prodotti per animali ecc, teloni, taniche, secchi per la vernice. 3 PVC: Cloruro di polivinile, è un polimero con una buona permeabilità all’acqua e ai gas, infatti è usato principalmente nelle applicazioni biomediche e nell’edilizia. 4 LDPE: è sempre Polietilene ma a BASSA densità e viene usato per i sacchetti della spazzatura, per i film delle varie confezioni, ecc  5 PP:  Polipropilene, i principali prodotti che vediamo fatti con questo materiale sono i bicchieri di plastica, yogurt, i vari tappi  6 PS: Poliestere, lo troviamo nell’edilizia, nei nostri vestiti, in contenitori, giocattoli pettini ecc 7 OTHER: è tutto ciò che è plastica ma che non si può riciclare. (di questo vi parlerò meglio in un altro video) Tutti questi polimeri che abbiamo menzionato fanno tutti parte della categoria PLASTICA, ma sono tutti diversi e di conseguenza vanno lavorati anche in maniera diversa. Questo perchè per esempio l’HDPE sia riciclato che vergine viene lavorato per estrusione e soffiaggio mentre invece il PET viene lavorato per Iniezione e soffiaggio. Quindi dal momento che si differenzia tutto nella plastica poi non si può semplicemente pulire, disinfettare e tritare tutto insieme. Infatti esiste un primo passaggio che è quello più importante e richiede anche più tempo. Questa prima fase  viene effettuata nei vari centri di smistamento. In parole povere si tratta di una cernita, effettuata però con tecnologie all’avanguardia: nastri trasportatori, laser e sensori, vanno a suddividere tutti questi tipi di plastica in modo da ottenere dei vari stoc per tutti questi diversi polimeri. Dopo di che questi lotti vengono portati alla COREPLA, il principale consorzio dello smaltimento dei rifiuti plastici, che si occuperà della suddivisione finale, della pulizia, disinfezione e trituratura, che riporterà tutto al granulo base. La ditta come la mia, che lavora l’HDPE, comprerà appunto questo materiale per soffiarlo nuovamente, ricavando bottiglie di seconda vita. Come avrete potuto notare il processo di riciclaggio non è immediato, anzi richiede davvero tanti passaggi, energia e tempo. Questo è il motivo per il quale il prezzo della plastica riciclata è lo stesso di quella vergine, ma il beneficio è che andiamo ad utilizzare materie prime già estratte. Sosterrò e rimarrò sempre dell’idea che comunque il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi e dove si può,  RIUSARE e RICICLARE il più possibile!

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NUOVA LINEA DI FLACONI | LINEA GO

In questo blog volevamo presentarvi la nostra nuova LINEA GO. Composta da 3 flaconi con delle misure per noi nuove. Infatti abbiamo il GO 300, GO 400 E IL GO 500. Il GO 300 presenta le seguenti dimensioni:65 mm diametro156 mm di altezza, tappo esclusoper un peso standard pari a 30 gr. Il GO 400 presenta le seguenti dimensioni:65 mm diametro181 mm di altezza, tappo esclusoper un peso standard pari a 35 gr. Il GO 500 presenta le seguenti dimensioni:65 mm diametro205 mm di altezza, tappo esclusoper un peso standard pari a 40 gr. Anche il collo e il suo tappo sono nuovi per noi, infatti il diametro interno della bocca è 3cm con sigillo di garanzia. Se sei interessato a tale novità, non esitare a contattarci telefonicamente o tramite email, saremo ben lieti di inviarti una campionatura gratuita, per permetterti di testare tale flacone.Ti ricordiamo che, come tutte le nostre bottiglie, potrà essere prodotto oltre che nelle diverse colorazioni, anche in plastica riciclata al 100 %. Quindi Muta adesso anche tu!Nel ringraziarti, un caro saluto ed a buon intenditor POCHI NUMERI TANTI COLORI.

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QUANDO è NATA LA PLASTICA??

ANNO 1955 L’INIZIO DELL’ERA DELL’USA E GETTA ANNO 2021 LA PLASTICA MONOUSO VIENE BANDITA DEFINITIVAMENTE DALL’UE La plastica monouso in Europa è stata definitivamente bandita dal 2021. Lo ha stabilito una direttiva ratificata dal Consiglio dell’UE, segnando la svolta tanto attesa in seguito alle proposte avanzate dalla Commissione per affrontare il problema dei rifiuti marini. In italia ed in qualche altro stato tuttavia, tale direttiva è stata prorogata.   Bene, facciamo ora un bel passo indietro negli anni e cerchiamo di capire la storia della plastica, iniziando con il porci la seguente domanda: ma quando è stata scoperta?   Già negli anni 1860 iniziarono ad esserci le prime scoperte riguardo a questo materiale, ma è stato solo qualche anno dopo, che esso ha cominciato ad assumere dei veri e propri connotati industriali.  Infatti si passò dalla parkesina, alla celluloide per poi arrivare al PVC.    “Così come il petrolio per le balene, la celluloide è corsa in soccorso di elefanti, tartarughe e coralli; non sarà più necessario saccheggiare la terra alla ricerca di sostanze sempre più rare.” recita una pubblicità americana del 1878.   Ma lo svolta vera e propria ci fu il 1 settembre 1939, lo stesso giorno in cui iniziò la seconda guerra mondiale, quando E.W. Fawcett e R. O. Gibson scoprirono il polietilene, che inizialmente fu considerato solo come un  materiale con eccellenti proprietà isolanti all’elettricità. Durante la guerra, infatti, fu utilizzato in grandi quantità nelle applicazioni collegate ai radar.  Finita la guerra però la plastica stava quasi per essere dimenticata, quando…. quasi 2 decenni dopo Giulio Natta, nel 1954, scoprì il Polipropilene isotattico.    Nel 1957 si arrivò ad una scoperta che cambiò per sempre il mondo industriale. Il Polipropilene (PP) iniziò ad essere utilizzato nelle fabbriche sotto il nome di “Moplen” e questo rivoluzionò le case di tutto il mondo, in Italia sopratutto in scia al  “boom economico”. https://youtu.be/wXOY3nSsuag  Giulio Natta insieme al Tedesco Karl Ziegler, che l’anno precedente isolò il polietilene, nel 1963 vinsero il premio Nobel. Questo perché la plastica aveva veramente rivoluzionato l’economia di tutto il mondo grazie alle sue caratteristiche performanti, quali: Resistenza  Leggerezza  Malleabilità Impearmibilità e cosa più importante, Riciclabilità   Ma soprattutto era ed è tuttora davvero molto economica. Si pensi solo che in passato per realizzare le costosissime palle da biliardo, si usava l’avorio delle zanne di elefante, con un effetto deleterio per questi animali e l’ecosistema. L’avvento di questa materia in tutte le sue applicazioni domestiche ed industriali cominciò a rendere di uso comune i beni e gli oggetti che in passato potevano permettersi solo le persone più abbienti.   Fu una vera e propria rivoluzione totale – sociale, culturale e produttiva. Però come spesso accade per le novita  superando certi  limiti l’uso diventa abuso. Quindi  se la plastica ha iniziato il suo boom negli anni 50, e pian piano è stata  utilizzata  in ogni ambito che ci circonda, quanta plastica è stata prodotta fino ad ora? Il problema non è stato tanto il produrla, quanto soprattutto lo smaltimento. Prima della plastica infatti non c’erano tanti rifiuti, dato che la maggior parte dei prodotti disponibili in commercio era venduta sfusa, in imballaggi biodegradabili (carta) o riutilizzabili (contenitori con vuoto a rendere).   La prima legge sui rifiuti fu emanata  nel 1941, principalmente per un problema di carattere sanitario, cioè per impedire la diffusione di malattie e di decoro urbano. Non ci si ponevano ancora problemi sull’impatto ambientale. Con l’avvento del boom economico e la diffusione del consumismo, a partire dagli anni ’50-’60, iniziarono ad esserci molti più rifiuti e per la maggior parte plastici, che non potevano essere gestiti come quelli biodegradabili, quindi per esempio bruciati, in quanto nocivi sia per l’aria che per il suolo e gli esseri umani. Così dagli anni 70, con un po ‘ più di sensibilizzazione, iniziarono ad essere istituite le prime leggi al riguardo. Norme che prevedevano discariche controllate, inceneritori dotati di filtri. Poi leggi sul riciclo, il riuso e il recupero fino ad arrivare ai consorzi nati per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (1988). Nel 1997 viene istituito il CONAI per il recupero dei rifiuti di imballaggio, grazie alle “norme in materia ambientale”. Ad oggi però, nell’attuale 2022, non abbiamo ancora saputo sfruttare questa grandissima risorsa al 100% delle sue potenzialità. Riprendendo questo grafico, si capisce che la raccolta differenziata sta migliorando ma siamo comunque molto lontani dall’obbiettivo. Arrivati al giorno d’oggi, capiamo il perchè del divieto delle plastiche monouso.  Tutti gli anni passati hanno fatto si che oggi, quella grande rivoluzione che è stata la plastica, sia il “male del mondo”. I nostri mari/oceani ne sono pieni, le persone nel mondo continuano ad aumentare e di conseguenza anche i nostri tenori di vita con sempre più consumismo e di conseguenza sempre piu rifiuti. Quindi l’impegno da parte nostra è ritornare un pò alle “vecchie” abitudini. Ad esempio ai prodotti sfusi, al riuso ma soprattutto Aumentando sempre di più la raccolta differenziata, così che aziende come MUTA possano riutilizzare lo stesso materiale senza estrarne di nuovo. Infatti il nostro metodo è: 1. Ridurre Non ci sono sprechi Lavorando con le piccole quantità riusciamo a gestire meglio tutti gli scarti di magazzino, in quanto tutta la plastica che in qualche modo dev’essere scartata, viene di nuovo portata al granulo base, direttamente nella nostra struttura. 2. Riusare Non si sprecano gli imballaggi Il reso dei nostri imballaggi è all’ordine del giorno, la maggior parte dei nostri clienti ci restituisce le scatole che noi poi andiamo a riutilizzare, e anche i sacchi, qual’ora non siano rotti. 3. Riciclare Usiamo la plastica che tu differenzi Scegliamo come packaging per i tuoi prodotti la plastica 100% riciclata di MUTA,  andando così a riusare dopo vari lavori di RICICLO ciò che altrimenti verrebbe gettato via, riducendo quindi la quantità di plastica già presente.   Dev’essere un impegno a 360 gradi, sia da parte degli imprenditori che propongano la giusta  scelta, che dai clienti pronti a coglierla. Muta adesso anche tu!

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Intervista Radio Regione parte 9| L’obbiettivo

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti. L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io. Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia. Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella? Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%! Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. IN questo video parlerò molto brevemente di tutto il procedimento che c’è dietro ad una bottiglia di plastica, per capire sempre meglio tutto il lavoro, il tempo e l’energia necessaria. Così da sensibilizzare meglio il discorso di seconda vita per un oggetto che ha un ciclo di vita davvero molto breve. Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! A presto con il prossimo video!!

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Intervista Radio Regione Parte 8 | la nostra specializzazione

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti.   L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io.   Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori.   https://www.artusiomaterieplastiche.it/      In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia.   Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella?   Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%!   Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. IN questo video parlerò molto brevemente di tutto il procedimento che c’è dietro ad una bottiglia di plastica, per capire sempre meglio tutto il lavoro, il tempo e l’energia necessaria. Così da sensibilizzare meglio il discorso di seconda vita per un oggetto che ha un ciclo di vita davvero molto breve.   Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile!   A presto con il prossimo video!! https://youtu.be/7MjovG_Hof4

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Intervista Radio Regione parte 7 | come nasce una bottiglia di plastica

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti.   L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io.   Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia.   Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella?   Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%!   Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. IN questo video parlerò molto brevemente di tutto il procedimento che c’è dietro ad una bottiglia di plastica, per capire sempre meglio tutto il lavoro, il tempo e l’energia necessaria. Così da sensibilizzare meglio il discorso di seconda vita per un oggetto che ha un ciclo di vita davvero molto breve.   Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! A presto con il prossimo video!!  https://youtu.be/_cYhjSPWB3c

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Intervista Radio Regione parte 6 | nasce MUTA la tua CITTA’

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti. L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io. Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia. Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella? Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%! Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. Anche perchè la plastica da quando è stata scoperta, grazie alla sua versatilità è andata a sostituire un pò tutto. Questo è stato da una parte un bene, ma dall’altra come tutte le cose se mal gestite, è diventato un problema. Perchè la mole di rifiuti plastici negli anni passati non è stata riciclata, ma peggio abbandonata in natura, o è andata a riempire delle scariche. Dal 97 è stato istituito il consorzio Conai e la corepla si occupa proprio della gestione dei rifiuti plastici. La situazione è un pò migliorata, ma ovviamente si deve fare molto di più. Quindi è molto importante riciclare perchè dobbiamo ricordarci sempre che quello che abbiamo in mano, se viene poi gettato correttamente non deve essere visto come rifiuto ma come risorsa!! Da qui infatti è nato il mio progetto di MUTA LA TUA CITTA’ in cui ho dato vita a delle raccolte di gruppo della plastica. Per sensibilizzare sempre di più il discorso dell’abbandono dei rifiuti, mantenere pulito il nostro territorio che per di più è patrimonio unesco e dell’importanza del riciclare. Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! Visitate il nostro sito e scaricate il catalogo dei nostri prodotti MUTA !

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Intervista Radio Regione parte 5 | Perchè è importante riciclare

Siamo stati intervistati da Radio Regione, nei prossimi video troverete le altre interviste con argomenti diversi, dalla storia, al posizionamento di Artusio, il nostro focus, da quando è nata MUTA e di cosa si tratta, del perchè è importante riciclare e quali sono i nostri progetti. L’azienda nasce negli anni 70 da mio nonno Artusio Renato poi sono subentrati Mio padre e mio Zio, Fabio e Valter, nel 2018 è arrivata la più giovane, con idee completamente diverse e voglia di portare tanti cambiamenti, ELodi, cioè io. Come prima cosa abbiamo cercato di portare un pò più a galla l’azienda che non era in buone acque, sistemando i numeri, studiando strategie di marketing e posizionando bene il Brand di ARTUSIO – Pochi numeri e Tanti colori. https://www.artusiomaterieplastiche.it/  In quanto essendo un’azienda famigliare realizziamo commesse su misura, per pochi quantitativi, colorati con il peso che si preferisce e con la serigrafia. Dopo le mie esperienze in Australia e stagioni lavorative lontano da casa, ho deciso di tornare in “patria” e dedicarmi al progetto. Ma l’idea di lavorare in un’azienda che si occupa di plastica (il così male del mondo) non mi piaceva per niente così volevo provare a cambiare la situazione e come imprenditrice dare ad altri imprenditori soluzioni alternative. Mi sono chiesta ma è possibile che con tutta la plastica che continuiamo ad usare, che poi viene riciclata, non è possibile andare ad usare quella? Ho iniziato a fare dei test a contattare fornitori e a realizzare la mia bottiglia completamente riciclata e riciclabile! Così nel 2021 è nato il progetto MUTA che va ad utilizzare solo PLASTICA RICICLATA e RICICLABILE AL 100%! Muta perchè vado a MUTARE ciò che abbiamo buttato in qualcosa di nuovo, che si può utilizzare così che diventa una nuova risorsa anzichè un nuovo rifiuto. Anche perchè la plastica da quando è stata scoperta, grazie alla sua versatilità è andata a sostituire un pò tutto. Questo è stato da una parte un bene, ma dall’altra come tutte le cose se mal gestite, è diventato un problema. Perchè la mole di rifiuti plastici negli anni passati non è stata riciclata, ma peggio abbandonata in natura, o è andata a riempire delle scariche. Dal 97 è stato istituito il consorzio Conai e la corepla si occupa proprio della gestione dei rifiuti plastici. La situazione è un pò migliorata, ma ovviamente si deve fare molto di più. Quindi è molto importante riciclare perchè dobbiamo ricordarci sempre che quello che abbiamo in mano, se viene poi gettato correttamente non deve essere visto come rifiuto ma come risorsa!! Rimango dell’idea e sosterrò sempre che il primo passo da fare per tutti noi è RIDURRE i nostri consumi, dove si può RIUSARE e RICICLARE il più possibile! A presto con il prossimo video!

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